Polizza Terzo Settore
Polizza Terzo Settore
cosa si intende per terzo settore?
Nella nostra società attuale, che sta vivendo una notevole trasformazione sociale e culturale, esiste un particolare sistema sociale ed economico che si affianca alle istituzioni pubbliche e al mercato e che interagisce con entrambi per difendere l’interesse delle comunità.
Si tratta del cosiddetto Terzo Settore, ossia di quell’insieme di Enti di carattere privato che agiscono in molteplici ambiti.
Ad esempio, le attività, variegate ed eterogenee, spaziano dall’assistenza alle persone con disabilità alla tutela dell’ambiente, dai servizi sanitari e socio-assistenziali all’animazione culturale, dai servizi di welfare istituzionale alla salvaguardia dei diritti negati.
Nello specifico, il Terzo Settore ha in comune con i primi due diversi elementi:
- Come il mercato, è composto da enti privati
- Come le istituzioni pubbliche, svolge attività di interesse generale
Cosa significa lavorare per il Terzo Settore?
Lavorare nel Terzo Settore vuol dire entrare a far parte di una realtà privata che persegue, senza scopo di lucro, una finalità civica, di utilità sociale e solidale attraverso la produzione e l’erogazione di beni e di servizi. Pertanto, significa lavorare per:
- Cooperative sociali
- Organizzazioni di volontariato
- Associazioni sportive dilettantistiche
-
Associazioni di protezione civile
o di promozione sociale
- Imprese sociali
- Società di mutuo soccorso
- Organizzazioni non governative (Ong)
-
Associazioni volte a tutelare consumatori
e utenti
Per far parte del Terzo Settore è necessario possedere determinati requisiti. I principali sono:
Essere un ente privato che agisce senza scopo di lucro
Svolgere un’attività di interesse generale definite dalla legge
Esercitarla per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale
Essere iscritto al Registro Unico Nazionale del Terzo settore
Quale testo giuridico disciplina il Terzo Settore?
Nonostante il Terzo Settore esista ormai da decenni, è stato riconosciuto giuridicamente in Italia solo nel 2016 attraverso l’istituzionalizzazione della recante “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”.
Quest’ultima ne definisce i confini e le regole di funzionamento fornendone una definizione precisa:
«
Per Terzo Settore si intende il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi
»
Di recente, sulla disciplina del volontariato è intervenuta la nota n. 214 del 9/7/2020.
Quali sono i dati attuali?
A partire dai dati del Registro statistico dell’Istat risalenti al 2022, nel 2020 le Istituzioni non profit attive in Italia sono 363.499 e, complessivamente, impiegano 870.183
dipendenti.
Tra il 2019 e il 2020 le istituzioni non profit crescono dello 0,2%, meno di quanto rilevato tra il 2018 e il 2019 (+0,9%) mentre l’incremento dei dipendenti si mantiene intorno all’1,0% in entrambi gli anni.
Nel 2020, le istituzioni crescono più al Sud (1,7%) e nelle Isole (+0,6%), sono stabili al Centro e nel Nord-ovest, in diminuzione al Nord-est (-0,5%).
Gli Enti non profit in Italia sono perlopiù associazioni: se ne contano oltre 308.000 e rappresentano l’85% del totale che da un punto di vista occupazionale coprono il 18,9% dei lavoratori complessivi, con 163 mila persone.
Da questo punto di vista, il vero motore sono le cooperative sociali, che pur rappresentando solo il 4,3% del numero di enti complessivo, offrono lavoro a oltre 456.000 persone, circa il 53% del totale.
Si contano poi quasi 8.000 fondazioni con oltre 102.000 addetti retribuiti e rimangono le quasi 40.000 altre forme giuridiche che danno lavoro a oltre 138.000 persone.
Le Istituzioni non profit sono un fenomeno diffuso capillarmente in tutto il Paese ma il primo posto spetta al Nord Italia con oltre 182.000 enti, dove si concentra anche la maggior parte dei lavoratori con quasi 500.000 persone.
Seguono il Centro con oltre 80.000 enti e 193.000 addetti retribuiti, il Sud con oltre 64.000 organizzazioni e 105.000 lavoratori e le isole con 34.000 unità e quasi 63.000 persone impiegate.
Una particolare tipologia di ETS:
le Organizzazioni di Volontariato
Come già accennato, le Organizzazioni di volontariato (ODV) fanno parte del cosiddetto Terzo Settore.
Nello specifico, le ODV sono composte da tutti quei soggetti organizzativi di natura privata che, senza scopo di lucro, perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale promuovendo e realizzando attività di interesse generale attraverso forme di azione volontaria e gratuita o di produzione e scambio di beni e servizi.
Che testo disciplina la figura dei volontari?
Attualmente, l’art. 17 del D. Lgs 117/2017, vale a dire del Codice del Terzo Settore, disciplina la figura del volontario. Il Codice stabilisce che:
«
Il volontario è una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà
»
Quali sono le caratteristiche dell’attività del volontario?
Per quanto concerne l’attività del volontario, quest’ultima non viene retribuita dal beneficiario in quanto solo l’ETS tramite il quale svolge l’attività si occupa del rimborso delle spese sostenute e documentate per l’attività, entro i limiti massimi e secondo le condizioni preventivamente stabilite dall’Ente.
Inoltre, la qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’Ente tramite il quale il volontario svolge la propria attività.
All’interno di ogni ODV sono presenti i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV).
Si tratta di quegli enti che si occupano dell’organizzazione, della gestione e dell’erogazione dei servizi di supporto tecnico, formativo ed informativo con l’obiettivo di promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari negli ETS, senza distinzione tra enti associati ed enti non associati, e con particolare riguardo alle organizzazioni di volontariato, nel rispetto e in coerenza con gli indirizzi strategici generali definiti dall’Organismo nazionale di controllo (ONC).
Inoltre, la riforma stabilisce che:
Le amministrazioni pubbliche devono promuovere la cultura del volontariato tra i giovani e nelle strutture educative valorizzando le diverse espressioni di volontariato
Viene introdotto il riconoscimento in ambito scolastico, universitario e lavorativo delle competenze acquisite nello svolgimento di attività o percorsi di volontariato
I lavoratori subordinati che intendano svolgere attività di volontariato in un Ente del Terzo Settore hanno diritto di usufruire di forme di flessibilità di orario di lavoro o turnazioni